Storia del programma Narconon

Nel 1966, l’allora detenuto William Benitez lesse un libro di L. Ron Hubbard nella biblioteca del carcere federale di Phoenix (Arizona) e in quelle pagine scorse una via d’uscita. Così ebbe inizio il programma Narconon che da oltre quarant’anni è presente in tutto il mondo, da Taiwan a Los Angeles, in centri residenziali efficienti e apprezzati dalle comunità circostanti. Dal 1966, il programma si è sviluppato dal primo progetto, all’interno di un carcere, agli oltre cinquanta centri residenziali presenti oggi in più di venti paesi nel mondo.

Giunto in Italia nel 1981, grazie alla dedizione di pochi volontari, nel nostro paese il programma Narconon ha contribuito a salvare la vita di migliaia di giovani che oggi hanno una famiglia, un lavoro, una posizione dignitosa e costruttiva nel proprio ambito sociale. Inoltre, i centri Narconon italiani forniscono alle scuole e ad altri enti che ne fanno richiesta programmi e pubblicazioni efficaci di informazione e prevenzione, che hanno aiutato decine di migliaia di giovani nelle loro scelte cruciali. Settimanalmente, decine e decine di giovani dai 12 ai 25 anni assistono a conferenze e seminari di prevenzione delle dipendenze.

Narconon è un programma di riabilitazione “drug free”, ovvero non utilizza droghe alternative, agenti farmaceutici o sostanze che alterano la mente, nel processo della riabilitazione. È un programma educativo/pedagogico per la riabilitazione di chi ha abusato di droghe o alcol. L’ospite segue un programma che consiste nello studio di corsi rieducativi e nello svolgimento di una serie di esercizi pratici, incluso uno specifico protocollo di disintossicazione. Gli operatori non “curano” gli ospiti né dal punto di vista patologico, né da quello psicologico. Piuttosto, forniscono loro adeguato sostegno e disciplina così da farli progredire attraverso le diverse fasi della loro riabilitazione ed ottenere una piena comprensione dei materiali studiati e l’applicazione degli stessi alla propria vita.